Premetto che non sono un lavoratore ATAF, ma un semplice utente a cui fa piacere scrivere...Spero inoltre si colga il tono sarcastico del mio scritto e nessuno mi denunci...
Voi non sapete quanto darei per poter passare una settimana a fianco di qualche dirigente dell’ATAF. In particolare di quei cinque che hanno ricevuto un premio di 30.000 euro ciascuno perché sono riusciti a ridurre le spese per la struttura dirigenziale (non chiedetemi cosa vuol dire) in due anni da un milione e 300mila a poco meno di 800.000.
Immagino questi personaggi murati in un ufficio a lavorare alacremente, a studiare carte e conti, incollati dietro una scrivania 7 giorni su 7, 20 ore su 24 (4 ore di sonno concediamogliele).
Me li vedo a sfornare idee a ciclo continuo, un po’ alla maniera di Carcarlo Pravettoni, ve lo ricordate il supermanager della Carter & Carter? L’ Uomo d'azienda abituato a porre non problemi ma soluzioni, quello che dà le risposte prima che arrivino le domande.Che quando va nei bagni aziendali non domanda E' occupato? , ma dà direttamente la risposta: E' senz'altro libero, e sfonda la porta schiacciando l'occupante contro il muro. E la lira si impenna!!!!(peccato che non c’è più)
Per dirla alla Carlo Lucarelli, se questo fosse un film sarebbe un noir, un noir del grande James Ellroy, in cui i protagonisti tramano dall’ombra dei loro bui uffici contro la povera utenza, ma invece è realtà... “Pauuuraaa”, direbbe, facendo un eloquente gesto con la mano ad indicare strizza.
Immaginatelo che cammina nella scenografia della sua trasmissione tra le sagome di cartone di questi cinque geniacci che cercano ogni giorno di far fuori un po’ di utenti con metodi sempre più fantasiosi.
Premesso che forse non dipende tutto da loro, volete degli esempi evidenti?
Gli balena in testa una busvia e giù allora a progettare isole pedonali dove aspettare i bus senza nemmeno una panchina e una pensilina per ripararsi dalle intemperie.
C’è il nuovo sottopasso di fronte alla fortezza? Approfittiamone! Al 20 facciamo fare il giro largo dal viale Lavagnini così la gente sul bus, incolonnato sullo stradone, ci muore di vecchiaia e ne usciamo puliti con un alibi di ferro. Stesso dicasi per il 7: giro pesca dietro il parterre!
Dopo i vecchi i bambini: in ogni paese d’Europa dove circolano autobus col pianale ribassato e lo spazio per le carrozzine, i passeggini possono restare aperti con lattante annesso; da noi invece vanno chiusi e l’infante va preso in braccio e così, visto lo stile da formula1 di qualche autista, in caso di frenata brusca casca la mamma col bimbo al collo.
Infine la tramvia che oltre a decapitare numerosi alberi uccide anche la pazienza di molte persone che vivono lungo il suo percorso.
Insomma, questi serial killer dell’utenza un aumento si meritano in pieno i loro stipendi e poi si dice che il crimine non paga...
Nicola Argirò
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