
Mi chiamo Giovanni Savino, sono autista da 30 anni in questa azienda e desidero esprimerle alcune mie opinioni: intanto devo prendere atto che in tutti questi anni con il susseguirsi dei vari dirigenti, lei è stato l'unico che ha dimostrato nei confronti di noi autisti un po' di considerazione, strette di mano, lettere, piccoli doni ecc.. La ringrazio di questo! Lei ci dice nelle sue lettere alcune cose sulle quali ho molto riflettuto, esempio: Tutti all'interno dell'azienda devono godere di pari dignità; nel rispetto dei reciproci ruoli, dobbiamo “fare squadra”; migliorare il servizio.
La dignità, signor presidente, normalmente si dà alle persone che si rispettano, e ricevere rispetto vuol dire essere garantiti almeno nelle esigenze più elementari, per esempio poter andare tranquillamente al bagno. Siamo centinaia di autisti che tutti i giorni per poter usufruire dell'unico e fatiscente wc alla stazione, siamo obbligati a fare la fila, sembra a volte l'ingresso di uno stadio (e nel frattempo l'intervallo se ne va).
Fare squadra? Mi ricordo alcuni anni fa di aver fatto un corso di formazione dove il direttore di allora ci faceva lezione di “comportamento” ci diceva così: La nostra azienda ATAF è come una grande famiglia e quindi, come tutte le famiglie, per essere forti e competitive bisogna individuare l'anello più debole e lì intervenire anche con sacrificio! Chiaramente l'anello più debole eravamo noi fratelli autisti che dovevamo dare di più! Il principio va bene, ma per far sì che funzioni, all'interno della famiglia o di una squadra, ci devono essere dei valori forti in cui credere! Ho sentito dire al sindaco di Firenze che la nuova dirigenza ATAF (penso lei signor presidente) non avrebbe più guadagnato 23 volte lo stipendio di un autista, ma soltanto 10 volte di più! Mi perdoni, ma come fa una squadra o una famiglia ad essere così forte se all'interno di essa ci sono delle ingiustizie così sproporzionate? Continuamente veniamo considerati e valutati da chi detiene il potere, ma sappino costoro che almeno per quanto mi riguarda non mi sento ne inferiore ne superiore 23 o 10 volte a nessuno, mi sento solamente di pretendere rispetto come persona e lavoratore.
Migliorare il servizio? Spesso nei giorni di caos, ci troviamo contemporaneamente a viaggiare accodati più di due autobus della stessa linea e nella stessa direzione, si forma così una situazione anomala non erogando più un regolare servizio. Non riusciamo a contattare la centrale operativa e quindi ad avere disposizioni da essa perché è in ti
lt anche lei, così le conseguenze sono che: i primi autobus viaggiano stracolmi con l'utenza inferocita, gli altri bus dietro vuoti! Il buon senso e l'esperienza ci direbbero almeno quando si viaggia con le vetture vuote di rimetterci in orario, ma siccome non si può fare (giustamente) senza l'autorizzazione, cosi trasportiamo aria e smontiamo anche in ritardo. Molte corse saltano anche per altri e (ormai conosciuti a tutti) motivi. Un esempio eclatante è quello della partita, per tutta la durata della quale il bus della linea 17 rimane bloccato in piazza Fardella causa auto in divieto di sosta! Sono anni che è così ma niente è cambiato se no tante belle chiacchiere! Tanti altri problemi (mai voluti affrontare dal Comune di Firenze forse per ragioni politiche), li evidenziano molto bene i Cobas, ma tutto resta immobile! Leggo nella sua ultima lettera di aver chiesto al Comune la creazione di una corsia preferenziale, ottima idea!
Se non viene però fatta rispettare, (come sempre succede) è inutile. Che si risparmi la vernice!! Nonostante ciò signor presidente le faccio sapere che continuerò a fare questo mio duro e delicato lavoro (come anche lei lo definisce) il meglio possibile, ma non servirà molto se anche gli altri con ruoli diversi non faranno la loro parte.
Termino questa mia missiva augurandogli veramente un buon lavoro e spero che possa esaudire
(se non ostacolato dalla politica di Firenze) almeno alcuni dei tanti impegni che si è preso nei nostri confronti.
Cordiali saluti.